(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

di Gianni Cardinale

«Proprio mentre affermiamo la bellezza della famiglia», sentiamo più che mai che dobbiamo difenderla». Quindi «non lasciamo che venga inquinata dai veleni dell’egoismo, dell’individualismo, dalla cultura dell’indifferenza e dello scarto, e perda così il suo “dna” che è l’accoglienza e lo spirito di servizio». Lo ribadisce papa Francesco durante la Messa conclusiva del X Incontro Mondiale delle Famiglie sul tema: “L’amore familiare: vocazione e via di santità”. E parlando a braccio invita ad avere il «coraggio di sposarsi».

Il Pontefice, causa i dolori al ginocchio che continuano a tormentarlo, non presiede il rito (ma non è in carrozzella e, quando previsto, rimane in piedi con l’ausilio di un bastone). A farlo è il cardinale Kevin Farrell, prefetto del Dicastero per i laici, la famiglia e la vita. Francesco tiene l’omelia. Commenta le letture del giorno. Dall’epistola di San Paolo ai Galati riprende il concetto di libertà. E sottolinea come l’Apostolo delle genti ci avverta che «la libertà donataci da Dio non è la falsa e vuota libertà del mondo, che in realtà è “un pretesto per la carne”». No, «la libertà che Cristo ci ha acquistato a prezzo del suo sangue è tutta orientata all’amore», affinché «”mediante l’amore siate invece a servizio gli uni degli altri”». «Tutti voi coniugi, – continua il Papa – formando la vostra famiglia, con la grazia di Cristo avete fatto questa scelta coraggiosa: non usare la vostra libertà per voi stessi, ma per amare le persone che Dio vi ha messo accanto». Così in famiglia «non ci sono “pianeti” o “satelliti” che viaggiano ognuno sulla propria orbita». La famiglia è «il luogo dell’incontro, della condivisione, dell’uscire da sé stessi per accogliere l’altro e stargli vicino». La famiglia è «il primo luogo dove si impara ad amare».

Commentando la prima lettura che presenta il passaggio di testimone tra i profeti Elia e Eliseo, Francesco parla del «rapporto tra le generazioni». Con l’invito ai genitori a non essere «ansiosi» o «iperprotettivi», a «non preservare i figli da ogni minimo disagio e sofferenza», ma «cercare di trasmettere loro la passione per la vita, di accendere in essi il desiderio di trovare la loro vocazione e di abbracciare la missione grande che Dio ha pensato per loro». Quindi il Vangelo di Luca con Gesù che prende la «ferma decisione» di recarsi a Gerusalemme, sapendo bene che là sarà ucciso. Gesù, riflette il Papa, «accetta tutto questo perché è venuto per prendere su di sé i nostri peccati». «Allo stesso modo, – aggiunge – non c’è cosa più incoraggiante per i figli che vedere i propri genitori vivere il matrimonio e la famiglia come una missione, con fedeltà e pazienza, nonostante le difficoltà, i momenti tristi e le prove». Infatti «vengono i momenti in cui bisogna prendere su di sé le resistenze, le chiusure, le incomprensioni che provengono dal cuore umano e, con la grazia di Cristo, trasformarli in accoglienza dell’altro, in amore gratuito». Seguendo il Vangelo Francesco invita le famiglie «a “non volgervi indietro”», cioè «a non rimpiangere la vita di prima, la libertà di prima, con le sue ingannevoli illusioni», perché «la vita si fossilizza quando non accoglie la novità della chiamata di Dio, rimpiangendo il passato».

Infine il Papa ribadisce che Letture del giorno «tutte, provvidenzialmente, parlano di vocazione», e questo «è proprio il tema» di questo Incontro Mondiale. «Con la forza di questa Parola di vita, – prosegue – vi incoraggio a riprendere con decisione il cammino dell’amore familiare». Con l’esortazione affinché «l’amore che vivete tra voi sia sempre aperto, estroverso, capace di “toccare” i più deboli e i feriti che incontrate lungo la strada». A braccio Francesco infine esorta a superare i «momenti difficili» della vita matrimoniale: «Per favore, non prendere la strada facile, “torno da mamma”, no, andate avanti, con questa scommessa coraggiosa».

Fonte: Avvenire

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