Dopo la pandemia, le famiglie tornano a spostarsi. In agguato il tormentone: «Quando arriviamo?» I passatempi tradizionali (cantare una canzone, prendere spunto dalle targhe) vincono sulla tecnologia

Chi è stato bambino prima dell’avvento dei seggiolini auto ricorderà lunghi viaggi in cui i sedili posteriori, spesso condivisi con uno o due fratelli svolgevano insieme la funzione di (occasionale) seduta, di cuccetta notte, di zona ristoro (in genere con il divieto di fare briciole) e, soprattutto di area gioco, dove il passatempo più comune, dopo pari o dispari e morra cinese, era stare in ginocchio appoggiati allo schienale e sollevare furtivamente indice e mignolo verso gli occupanti delle altre macchine. Poi arrivò il walkman, ma anche l’abitudine di viaggiare in aereo e addio al vai e vieni di utilitarie sull’Autostrada del Sole, elettrizzandosi a fare linguacce dietro il finestrino. Nell’ultimo anno la pandemia, quando zone arancioni o rosse non hanno vietato gli spostamenti, ha costretto le famiglie a rivalutare l’auto per i lunghi tragitti. Complice la riduzione dei voli aerei e in alcuni casi la paura del contagio, gli italiani hanno ricominciato a viaggiare in auto, o pensano di farlo quest’estate. Se si vuol partire con il piede giusto, l’intrattenimento dei bambini è un argomento da tenere ben presente, perfino pianificandolo, perché non è più l’epoca delle smorfie dal lunotto posteriore, o delle dormite in oriz- zontale sui sedili, con tanto di cuscino. E forse anche quei bambini di un tempo, oggi adulti, se fossero stati messi a sedere, allacciati stretti a un seggiolino, avrebbero chiesto qualche attenzione in più…

«Cantiamo una canzone? » «Cantiamo una canzone? ». Pare che sia questa, l’arma segreta più usata dai genitori per alleviare la noia del viaggio. Secondo Parclick, azienda europea per la prenotazione di parcheggi online che ha svolto un’indagine fra chi viaggia in auto con i bambini, per sei famiglie su dieci cantare le canzoni che sanno tutti è la tecnica migliore per tenere buoni i piccoli. È un metodo ‘tradizionale’ a cui la maggior parte delle famiglie italiane si affida (60% secondo l’indagine). Un modo per genitori e figli di «giocare insieme a fare finta di essere star della tv o dei talent show » . Tra i preferiti dai bambini più piccoli ci sono brani come ‘Baby Shark’ o l’intramontabile ‘Nella vecchia fattoria’. Ma questa soluzione, anche per la scelta di titoli risicata se i bambini hanno meno di cinque/ sei anni, non può essere l’unica, specialmente se il viaggio dura tante ore. A parte che il rischio dietro l’angolo che la macchina si trasformi in una discoteca, è difficile parlare, ascoltare il navigatore o prestare attenzione alla guida.

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