La pubblicità della Gravidanza per altri nella metropolitana di Tblisi - Nino Tarchnishvili di Radio Free Europe / Radio Liberty - Fonte: Avvenire

di Antonella Mariani

Abbandonata l’Ucraina, il turismo procreativo globale fa rotta verso Tbilisi, dove le agenzie per la surrogazione di maternità si moltiplicano. Come le donne sfruttate

Le coppie arrivano dalla confinante Turchia e dalla lontana Cina, da Israele e dalla Germania, dalla Spagna e dalla Gran Bretagna. La domanda è salita esponenzialmente da un anno, da quando cioè l’Ucraina è stata attaccata dalla Russia: il turismo procreativo verso Kiev si è interrotto e se ne è avvantaggiata la Georgia, Paese in cui la maternità surrogata è regolata per legge dal 2007. Da allora sono nati migliaia di bambini. Il problema, oggi, è proprio l’eccesso di domanda: in un Paese di 3,7 milioni di abitanti, come trovare tutte le madri surrogate richieste dal mercato mondiale dei figli su commissione? In Georgia operano 20 cliniche, concentrate soprattutto nella capitale Tbilisi e a Batumi, città al confine con la Turchia, accanto a un numero indefinito di agenzie di mediazione: sono loro a occuparsi del reclutamento delle madri surrogate e in questi ultimi mesi si stanno muovendo per “importare” giovani donne da Paesi ancora più poveri. Sono loro che curano l’abbinamento con le coppie committenti (che la legge vuole sposate, eterosessuali e in possesso di un certificato medico di impossibilità a procreare), a controllare che durante la gravidanza le donne sotto contratto assumano regolarmente le medicine, si sottopongano alle visite prescritte e rispettino tutti gli accordi riguardo ad esempio l’alimentazione, l’attività fisica, i rapporti sessuali (vietati sempre, perfino con il marito).

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