Durante il cammino di Avvento, culminato nel Natale, abbiamo sperimentato, se pure in modo diverso, che siamo Raccolti dalla Luce, che è apparsa a Betlemme nella nascita di Gesù. Iniziamo, ancora tra incertezze, preoccupazioni e paure, il cammino che ci porta alla Pasqua di morte e risurrezione, che potrà far sentire che possiamo essere Trasformati dalla luce del Risorto. Pasqua è sempre in movimento: non si può aspettarla passivamente. Si tratta di un cammino verso un passaggio. Un cammino personale che si intraprende liberamente e si accetta di essere trasformati, trasportati. È anche il cammino di tutto un popolo dalla notte dei tempi biblici: la Chiesa l’ha accolto nella novità del suo Signore che ha vinto la paura della morte. Con la consapevolezza di essere insieme al nostro Signore, Dio della nostra vita. L’amore che ha rivelato sulla croce, Io riversa ancor oggi dalle sue braccia spalancate. Come al mattino di Pasqua spalanca anche oggi, per ciascuno di noi, il sentiero che porta alla vita. Da cristiani abbiamo la possibilità di avvertire la sua presenza qui, oggi, nell’ascolto sincero della sua Parola, nei segni sacramentali, nell’incontro fraterno con ogni volto umano. E possiamo renderlo visibile e far trasparire il suo amore attraverso la nostra testimonianza di vita, nella comunità riunita nel suo nome … nei progetti e nelle realizzazioni che rendono la terra più umana… negli inviti che egli anche in questo tempo fa intendere dentro i nostri cuori… Come e dove lasciarsi trasformare?

Non dimentichiamo l’invito del nostro Vescovo Giuseppe nella lettera Da Babele a Pentecoste. Ci indica tre orizzonti verso cui convergere:

  • COLTIVARE LARELAZIONE con il Signore, come vissuto personale e modalità di annuncio e ditestimonianza;
  • PRENDERSI CURA delle persone, con attenzione ai bisogni dei più poveri;
  • RICERCARE L’ESSENZIALE con uno stile di vita sobrio e solidale.

Il sussidio, seguendo l’itinerario dei Vangeli delle domeniche di Quaresima, proponimomenti di meditazione, di preghiera e di operatività. Si rivolge a singoli, piccoli e grandi, alle famiglie, a gruppi e comunità. Buon cammino! 

don Elvio Morsanuto Vicario per l’Evangelizzazione 

Il sussidio di quest’anno è stato inserito all’interno di un sistema chiamato “Padlet”, ogni sezione è stata suddivisa in modo che sia di più semplice fruizione e potrete vedere i vari contenuti che man mano andremo ad allegare. LINK AL SISTEMA “PADLET”

http://www.diocesi.concordia-pordenone.it/diocesi_di_concordia___pordenone/in_evidenza/00011353_Sussidio_Quaresima_2021.html

#laretedelVangelo è una rubrica settimanale che offre alle famiglie una preghiera per la domenica, una per la settimana e un segno da vivere insieme in casa. Questa iniziativa è stata pensata alla luce di ciò che molte famiglie hanno vissuto in tempi recenti quando, private della possibilità di partecipare alla S. Messa, hanno celebrato la presenza di Cristo a casa propria, pregando insieme, ascoltando il Vangelo, facendo della propria abitazione un luogo in cui accogliere Gesù.
La preghiera prima del pasto non sostituisce la partecipazione alla s. Messa, ma quest’ultima diventa efficace e significativa se la vita quotidiana è costruita su scelte importanti come la preghiera in comune, che aiutano a non smarrirsi e ad attingere forza per far fronte agli impegni e alle sfide che la vita presenta.

http://www.diocesi.concordia-pordenone.it/pls/pordenone/V3_S2EW_CONSULTAZIONE.mostra_pagina?id_pagina=11277

Ermes Maria Ronchi è un presbitero e teologo italiano dell’Ordine dei Servi di Maria
Fra Roberto Pasolini, frate minore cappuccino, biblista

Maria Campatelli, Direttrice del Centro Aletti, introduce alla Quaresima e consiglia 3 letture per questo tempo:

“Tessere di un mosaico” è la rubrica del Centro Aletti caratterizzata da brevi interventi sulla vita e la riflessione del centro.

Triduo pasquale con padre Ermes Ronchi

Altri video di padre Ermes Ronchi

I Domenica di Quaresima
II Domenica di Quaresima – Trasfigurazione di Gesù
III Domenica di Quaresima – Gesù caccia i mercanti dal tempio
IV Domenica di Quaresima – Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna
Domenica delle Palme – Passione secondo Marco
Domenica di Pasqua, 4 aprile 2021
I Domenica di Quaresima
II Domenica di Quaresima
III Domenica di Quaresima
IV Domenica di Quaresima
V Domenica di Quaresima – Domenica delle Palme
Venerdì Santo

Come cambiare? Si apre con questo interrogativo il volume del cardinale Matteo Zuppi che ci accompagnerà, ogni giorno, in questo tempo di Quaresima. Un itinerario in 40 tappe per scendere nelle profondità del nostro cuore e stanare le malattie che lo abitano. E così ci scopriremo tiepidi, avidi, istintivi, orgogliosi. E scopriremo che queste malattie vivono comodamente accovacciate dentro di noi, mascherandosi in atteggiamenti prudenti, necessari, abitudinari, sempre, in apparenza, ineluttabili. Non è facile scardinarli. Eppure è necessario, tanto più in questo tempo quaresimale, tempo di conversione e di purificazione. Per ogni malattia che riconosceremo nell’abisso nel nostro cuore, il testo propone l’antidoto per curarla, per vincerla. Così la compassione vince la tiepidezza, l’ingenuità il cinismo, la bontà la paura, l’amore guarisce dall’orgoglio.
Buon cammino quaresimale, buon cammino di guarigione. 

Guarire le malattie del cuore (tutti i podcast)

Meditazioni di Matteo Zuppi per il tempo di Quaresima raccolte nel volume omonimo pubblicato dalle Edizioni San Paolo. Proposte al microfono da Monia Parente. In onda ogni giorno, esclusi i venerdì, dal 17 febbraio al 4 aprile, alle 6.30 e in replica alle 21.35.

  1. Come cambiare?
  2. Il deserto e l’ascolto
  3. L’uomo vecchio e il vento dello Spirito
  4. Tiepidezza e compassione
  5. Ingordigia ed essenzialità
  6. Lussuria e onore del prossimo
  7. Avarizia e generosità
  8. Tristezza e gioia
  9. Malizia e benignità
  10. Cupidigia e magnanimità
  11. Gola e temperanza
  12. Ira e sdegno
  13. Accidia e passione
  14. Vanagloria e umiltà
  15. Consumismo, gratuità e solidarietà
  16. Arroganza e mitezza
  17. Superbia e umiltà
  18. Rassegnazione e speranza
  19. Gelosia e unione
  20. Rancore, perdono e memoria
  21. Protagonismo e fraternità
  22. Diffidenza e fiducia
  23. Indifferenza e compassione
  24. Lusso e sobrietà
  25. Invidia e condivisione
  26. Cinismo e ingenuità
  27. Ricchezza e povertà
  28. Istinto e prudenza
  29. Chiusura e accoglienza
  30. Giudizio e misericordia
  31. Furbizia e semplicità
  32. Violenza e pace
  33. Grandezza e servizio
  34. Autosufficienza e preghiera
  35. Ostilità e compassione
  36. Pigrizia e partecipazione
  37. Paura e bontà
  38. Individualismo e comunione
  39. Ipocrisia e purezza di cuore

Fonte: Vatican News

Le 14 stazioni della Via crucis dove le immagini dei mosaici dell’Atelier del Centro Aletti sono accompagnate da un breve commento teologico-spirituale e da una breve citazione di Padri della Chiesa, sia d’Oriente che d’Occidente letti da Vincenzo Valentini. Il video è tratto dal libro “Guarderanno a Colui che hanno trafitto – Via crucis con i mosaici dell’Atelier del Centro Aletti” di Marko Ivan Rupnik disponibile presso EDIZIONI LIPA

Editore: Garzanti
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
Pagine: 77 p., Brossura
EAN: 9788811810599

Questo volume raccoglie i versi scritti da Mario Luzi per la Via Crucis al Colosseo presieduta dal Santo Padre Giovanni Paolo II in occasione della Pasqua del 1999. Si tratta di un’altissima meditazione sull’incarnazione, la morte e la resurrezione di Gesù, rivolta a laici e credenti. Lo stesso Luzi ricorda che, quando gli venne proposto di scrivere questo testo, “l’immaginazione già in moto mi prefigurò un testo poematico di cui Gesù fosse l’unico agonista. In un ininterrotto monologo Gesù nella tribolazione della Via Crucis avrebbe confidato al Padre la sua angoscia e i suoi pensieri dibattuti tra il divino e l’umano, la sua afflizione e la sua soprannaturale certezza.”

La Passione di Cristo di Mario Luzi elaborata e concepita per la Pasqua del 1999 ed espressamente richiesta dalla Chiesa di Roma, fu scritta dall’autore per la Via Crucis al Colosseo presieduta da Papa Giovanni Paolo II.
L’opera poetica inizia con una breve introduzione scritta dal Luzi per inquadrare e chiarire il proprio punto di vista su Gesù Cristo, prosegue con una spiegazione e meditazione sulle quattordici stazioni della Via crucis e termina con una preghiera dedicata a Gesù Cristo risorto.
Ecco il breve testo della introduzione dell’Opera:

Padre, nella tua prescienza conosci tutto prima che sia
e quando è
lo guardi essere con il tuo sguardo imperscrutabile.
Quanto è lontana da te l’angoscia che mi opprime.
L’angoscia che mi leggi in viso
e nel cuore è quella del presentimento.
Tutto ti è comprensibile: anche questo;
eppure dubito talora
che questa sofferenza non ti arrivi
poi subito di questo mi ravvedo
perché so la tua misericordia.
Padre che sta per accadere che per te non sia già stato?
Che cos’è questo sgomento?
C’è nel tempo qualcosa che m’affligge,
il tempo è degli umani, per loro lo hai creato,
a loro hai dato il crearne, di inaugurare epoche, di chiuderle.
Il tempo lo conosci, ma non lo condividi.
Io dal fondo del tempo ti dico: la tristezza
del tempo è forte nell’uomo, invincibile. (pag. 11)

Il Movimento Cattolico Mondiale per il Clima ha riletto la pratica liturgica della Via Crucis alla luce della Laudato si’ già durante la Quaresima 2020. L’opera è nata spontaneamente dal basso, dal bisogno collettivo di pregare e di affidarsi al Signore per avere la speranza di superare la situazione critica che il virus ha creato a livello planetario già dal marzo dello scorso anno. “C’è stato grande coinvolgimento sia a livello di scrittura delle meditazioni sia di fruizione – testimonia Antonio Caschetto, coordinatore dei Circoli Laudato si’ in Italia – e il frutto di questo impegno è stato il gran numero di persone che hanno partecipato in diretta, attraverso la rete, alla pratica liturgica della Via Crucis. È l’inizio di un cammino comune che tutt’oggi prosegue, un cammino nato sul solco di quello di Cristo, che con la Croce sulle spalle ci ha donato la salvezza”.

[…] Le meditazioni legate alle singole stazioni sono state collegate con i temi della Laudato si’ e con il vissuto del momento particolare della pandemia che ha portato a riflettere sulla fragilità e sulle sofferenze dell’intero pianeta. Le lacrime asciugate dalla Veronica, ad esempio, sono state accostate a quelle del popolo siriano, alle lacrime dei poveri. La morte di Cristo in Croce ha portato a riflettere anche sulle tante morti provocate dal coronavirus che ha messo in ginocchio il mondo.

La Via Crucis è stata pubblicata sui social di Cube Radio e sul sito del Settore Ecologia e Creato del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale della Santa Sede.

Leggi tutta la presentazione di Asia Galvani su Vatican News

1. Scrive l’evangelista Giovanni: “Entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette”. Ma cos’è che vide per credere? A cosa dovremmo credere noi per essere realmente uomini e donne di fede?
La straordinarietà della vicenda è che quell’uomo non vide niente di speciale, nessun fuoco d’artificio. Solo dei teli posati là, e il sudario con cui avevano avvolto il cadavere del suo maestro. Tutto qui? Dei teli e un sudario? Solo per aver visto questo nasce la corrente spirituale che attraversa due millenni e che chiamiamo cristianesimo? Solamente approfondendo la vicenda comprenderemo non solo l’origine della fede cristiana, ma la possibilità di rinnovarla ogni giorno, in modo che sia attuale. Quindi, è molto quel che mettiamo in gioco con queste parole.
2. Prima di tutto, come quasi sempre nel Vangelo, c’è una collocazione temporale: “il primo giorno della settimana”, è così che comincia il capitolo 20 di Giovanni. Quel che avviene, avviene dunque di domenica. E cosa significa questo? Ebbene, che qualcosa sarà per noi significativo se permettiamo che sia un nuovo inizio, se ci spinge a cominciare. Questo è decisivo. La vita non può né deve ripetersi, deve ricrearsi. La vita è sempre nuova, ed essere svegli equivale a rendersi conto di questa permanente novità.
Gli sviluppi, certo, direte; non tutto sta nel cominciare, le cose devono anche continuare. Ma gli sviluppi sono più che dei rinnovi dell’inizio, sono inizi rinnovati. Cosa sto iniziando io ora, in questo momento? Questa è una buona domanda, per esempio. Quali sono le mie principali esperienze iniziatiche? Un’altra domanda. A cosa permetto di cominciare dentro me? Perché ogni mattina comincia un nuovo giorno, sì: ma comincio anch’io con esso? Mi siedo a meditare come se non avessi meditato mai? Mi preparo la colazione come se stessi scoprendo il miracolo del latte, del caffè, del burro, del pane? Cammino per la mia casa come se fossi un esploratore?
Senza la disposizione a cominciare in ogni istante non c’è nulla da fare, non c’è possibilità di una vita spirituale. E cominciare significa chiudere al passato e aprirsi all’inatteso, poiché è solo nell’inatteso che ci attende la vita.
3. Dopo quest’alba (e sta sempre albeggiando nell’anima degli illuminati), i protagonisti: Maria Maddalena da una parte, e Pietro e Giovanni dall’altra. La donna ha avuto l’esperienza e la condivide con gli uomini, ai quali competerà più avanti l’espressione: l’espressione letteraria (Giovanni) e quella comunitaria e istituzionale (Pietro). Parola e Corpo: Giovanni e Pietro.
Ma il silenzio, l’esperienza, spetta a Maria Maddalena. Esperienza ed espressione, donna e uomo, si necessitano e si completano mutuamente.
4. La notizia che porta la donna, la cui diffusione renderanno poi possibile gli uomini, non è portata tranquillamente, ma di corsa. È una notizia urgente, non può aspettare. E qual è – si può sapere – questa notizia? È che vive, che siamo vivi, che siamo nella vita, che la vita è e che noi partecipiamo di questo essere.
Sapere questo è ciò che di più urgente si possa e si debba sapere, per questo corre la Maddalena, non sia mai la gente muoia senza sapere di essere stata viva.
La fede nasce da una corsa e ci porta a correre. “L’amore del Cristo ci spinge”, diceva l’apostolo Paolo. Il cuore di ogni innamorato esplode, lo sapete perfettamente tutti voi che qualche volta vi siete innamorati. Esplode la nostra fede, o l’abbiamo ammaestrata?
5. Corre la donna, corrono anche gli uomini. Si dirigono verso il luogo della morte, dato che è lì dove, secondo quanto gli è stato detto, è stata trovata la vita. Questo è fondamentale. Vuoi vivere? Recati nel luogo della morte. Vuoi amare? Preparati al dolore. Vuoi conoscere il resuscitato? Entra nel sepolcro, nel tuo sepolcro, quello in cui ti stai sotterrando da anni e dove ti sei semi-putrefatto. Lì, nella tua oscurità, è dove ti attende la vita. La luce è l’ombra illuminata. Il resuscitato è la morte vinta. Lo Spirito ti attende proprio nel luogo da cui fuggi, affinché tu sappia che Egli è più forte di ciò che tanto ti terrorizza.
Non possiamo essere esperti di Dio senza conoscere il cuore delle tenebre. Non è che dobbiamo cercarle, questo no. Vengono da sole, anche senza invito. Basta aprire gli occhi e guardare: l’oscurità è lì, è sempre lì, sibillina, in attesa, pronta a divorare la sua preda. Ma basta fermare lo sguardo per scoprire che il cuore dell’oscurità è la luce.
6. Ora sì: senza fiato per la corsa, i discepoli vedono il sudario e i teli. Vedono, la fede è un nuovo modo di vedere il mondo. Certo, il mondo era già lì, è sempre stato lì; ma chi ha fede è come se lo vedesse per la prima volta, dato che vede realmente quel che si trova lì, ciò che senza fede non avrebbe potuto vedere.
E cos’è quel che vede, cos’ha di speciale? Vede il sudario e i teli, cioè vede le impronte dell’amore. Perché quel sudario e quei teli sono la scia fisica che è rimasta dell’amore professato verso Gesù da alcune delle sue discepole. E ora i discepoli lo vedono. Non vedono l’assenza del maestro, bensì la presenza dell’amore. E in questo amore che vedono, perché lo vedono realmente in quei teli e in quel sudario, vedono anche il loro Maestro, che è la persona dell’amore.
Tu vedi l’amore? Lo vedi? L’amore in una telefonata, in un saluto del vicino, nel cellulare che squilla, nella caffettiera fumante… Vedi tu l’amore nel letto ben rifatto, nella tavola ben imbandita, nella pioggia che picchietta sulla finestra, nel tuo cane che scodinzola? In cosa vedi tu l’amore? Non ti rendi conto che la fede serve a vedere l’amore?
7. Solo allora, quando hanno visto, i discepoli hanno compreso la Scrittura: Egli sarebbe dovuto resuscitare dai morti. Solo quando vediamo comprendiamo ciò che ci hanno raccontato coloro che hanno visto. E ci emozioniamo nel comprendere che le parole sacre sono vive. Le parole sono vive se ci aiutano a resuscitare i morti che abbiamo dentro.
La Scrittura è un tesoro, ma dobbiamo purificare il nostro sguardo per poterlo leggere. In quali parole vedi tu l’amore, in quali gesti? Non ti rendi conto che la fede serve a essere amore?
(traduzione di Massimo Marini)

Pablo d’Ors
Pablo d’Ors (1963) nasce a Madrid da una famiglia di artisti e scrittori. Discepolo del monaco e teologo Elmar Salmann, è sacerdote cattolico dal 1991. Cercando il silenzio ha raggiunto a piedi in pellegrinaggio Santiago de Compostela, ha attraversato il deserto del Sahara, ha soggiornato sul monte Athos. Nel 2014 ha fondato l’associazione Amici del Deserto, con cui condivide l’avventura della meditazione. Nello stesso anno papa Francesco lo ha nominato consultore del Pontificio Consiglio della Cultura.