Ogni famiglia è un eremo e non lo sa

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Vincenzo e Franca hanno due figli, sono oblati camaldolesi e nella loro casa hanno fondato l’Eremo Aquila e Priscilla: «La nostra è un’esperienza per tutti, fondata su preghiera, lavoro e accoglienza»

«Ogni famiglia cristiana può essere un eremo. Anzi, è chiamata a essere un eremo e molte volte lo è già». Sul volto di Vincenzo, incorniciato in una barba corta e brizzolata, il fuoco del camino, che ha sulla mensola una bella icona della Virgo Fidelis, accende un sorriso semplice, che come le sue parole giunge diretto al cuore del problema. «In famiglia, davanti a un camino come questo, a un’immagine sacra, ogni persona diventa capace di lasciare fuori la superficialità che inonda il mondo in cui viviamo e può essere raggiunta nella profondità del cuore». Accanto a Vincenzo c’è Franca, sua moglie, genitori di due figli di 30 e 28 anni.

Vincenzo è diacono permanente nella diocesi di Gaeta e per lavoro si occupa della comunicazione del comune di Castelforte. Franca è insegnante di religione alle elementari. Entrambi, l’8 luglio 2017, giorno dei santi Aquila e Priscilla, sono stati consacrati oblati camaldolesi del monastero di Sant’Antonio di Roma dopo un lungo percorso con la guida di don Innocenzo Gargano e madre Michela Porcellato conosciuti nel 2013. «Sono stati loro – spiega Franca – a far emergere la vocazione all’eremo che da tempo era nei nostri cuori.

Padre Gargano l’ha riconosciuta come una vocazione suscitata dallo Spirito per il nostro tempo. Così ci ha chiesto di scrivere in poche pagine quale era il nostro ideale di vita insieme, quale poteva essere la nostra regola. Cinque mesi dopo è arrivata la risposta con qualche correzione, poi è iniziato il percorso che ci ha portato a diventare oblati». Così la famiglia di Vincenzo e Franca è diventata l’Eremo Aquila e Priscilla, la coppia di sposi convertiti che a Roma ha fornito ospitalità e lavoro a San Paolo.

Per tutti, però, la casa di Franca e Vincenzo è l’Eremo di famiglia e con questo nome curano un sito internet che raccoglie numerosi visitatori e alcune centinaia di fedelissimi che seguono la riflessione condivisa dai due coniugi sulla Parola del giorno.

Leggi l’intervista sul sito di Avvenire