«Raccolti nella luce» è il filo conduttore del Sussidio per l’Avvento di quest’anno: siamo raccolti da Dio e chiamati alla comunione fraterna nella luce della grazia che illumina ogni uomo.
Il Sussidio – che è frutto della collaborazione di tutti gli uffici della sezione pastorale – propone preghiere, commenti al Vangelo, riflessioni, attività per piccoli e grandi, per famiglie, per gruppi e comunità parrocchiali.
Nel tempo dell’Avvento ciascuno, secondo la propria sensibilità spirituale e il proprio cammino di fede, può adottare la modalità che meglio gli corrisponde, così da giungere tutti insieme, ognuno con il suo canto nel cuore, alla grotta di Betlemme, in cui il Santo Bambino è lì ad attenderci.
A questo link potete scaricare il sussidio e la doppia immagine dell’icona “Da Babele a Pentecoste”, scomposta e sovrapponibile in tante sezioni quante sono le domeniche che ci separano dalla Festa di Pentecoste: un cammino di fede a tappe in cui poter riflettere, pregare e meditare, personalmente, come famiglia e come comunità.

http://www.diocesi.concordia-pordenone.it/pls/pordenone/v3_s2ew_consultazione.mostra_pagina?id_pagina=11312

#laretedelVangelo è una rubrica settimanale che offre alle famiglie una preghiera per la domenica, una per la settimana e un segno da vivere insieme in casa. Questa iniziativa è stata pensata alla luce di ciò che molte famiglie hanno vissuto in tempi recenti quando, private della possibilità di partecipare alla S. Messa, hanno celebrato la presenza di Cristo a casa propria, pregando insieme, ascoltando il Vangelo, facendo della propria abitazione un luogo in cui accogliere Gesù.
La preghiera prima del pasto non sostituisce la partecipazione alla s. Messa, ma quest’ultima diventa efficace e significativa se la vita quotidiana è costruita su scelte importanti come la preghiera in comune, che aiutano a non smarrirsi e ad attingere forza per far fronte agli impegni e alle sfide che la vita presenta.

http://www.diocesi.concordia-pordenone.it/pls/pordenone/V3_S2EW_CONSULTAZIONE.mostra_pagina?id_pagina=11277

Unendoci ad altre Diocesi che hanno scelto di dare visibilità a questo progetto, vi proponiamo la rubrica #IoCelebroACasa presente nel sito «Insieme sulla stessa barca – Chiesa e Futuro».

  • Celebrazione domestica della 1^ domenica di Avvento(clicca per scaricare il sussidio)
  • Celebrazione domestica della 2^ domenica di Avvento(clicca per scaricare il sussidio)
  • Celebrazione domestica della 3^ domenica di Avvento(clicca per scaricare il sussidio)
  • Celebrazione domestica della 4^ domenica di Avvento(clicca per scaricare il sussidio)

Segnaliamo anche la proposta multimediale della Diocesi di Udine. Clicca sulle icone della locandina per vedere i materiali multimediali

1^ domenica di Avvento
2^ domenica di Avvento
3^ domenica di Avvento
4^ domenica di Avvento
1^ domenica di Avvento
2^ domenica di Avvento
3^ domenica di Avvento
4^ domenica di Avvento
Notte di Natale
Giorno di Natale
Santo Stefano
Maria Madre di Dio
2^ domenica dopo Natale
Epifania del Signore

Cari amici e ospiti,
attraverso l’annuale ritiro di Avvento vi avevamo dato finora la possibilità di vivere a Bose una pausa di riflessione per segnare tutti insieme l’inizio del nuovo anno liturgico. Quest’anno le circostanze contingenti legate all’epidemia Covid-19 non lo consentono, ma vogliamo esprimere la nostra vicinanza e la nostra comunione con tutti voi offrendovi l’opportunità di ascoltare il ritiro che fratel Luciano Manicardi ha preparato per questo tempo di Avvento.

Che sia per tutti noi un tempo in cui ravvivare la nostra speranza nel Signore che viene.

Prima riflessione
Seconda riflessione

Caro direttore [del quotidiano Avvenire], siamo in pieno Avvento, una stagione in cui costantemente veniamo invitati a svegliarci dal sonno, ad aprire gli occhi, a leggere i segni dei tempi, ma soprattutto a vegliare. Mai come oggi abbiamo bisogno di questa forte spiritualità perché viviamo un momento epocale: è in ballo la vita stessa dell’umanità. E ci sentiamo un po’ tutti confusi, smarriti… Anche noi, come gli ebrei, appena ritornati dall’esilio: «Tastiamo come ciechi la parete, come privi di occhi camminiamo a tastoni; inciampiamo a mezzogiorno come al crepuscolo… Noi tutti urliamo come orsi, andiamo gemendo come colombe; speravamo nel diritto, ma non c’è, e nella salvezza, ma essa è lontana da noi» (Isaia,59, 10-11).

Questa pandemia di Covid-19 ci ha messi a nudo. Pensavamo di essere onnipotenti (l’idolatria!) ed è bastato un virus per metterci in crisi. Abbiamo costruito un sistema economico-finanziario-militarizzato che non permette più al pianeta di respirare. E la natura si ribella tramite questo ‘folletto’ che attacca i nostri polmoni uccidendoci. Questo nostro Sistema non solo non lascia respirare il pianeta, ma neanche gli impoveriti. L’icona di questo è diventato l’afro-americano George Floyd che, sotto il tallone del poliziotto, muore gridando: «I can’t breath» (Non posso respirare). E così non respira il pianeta, non gli ‘scarti’ e neanche noi respiriamo più. Ci eravamo tanto spaventati alla ‘prima ondata’ del virus, ma passato il pericolo, siamo tornati subito alla ‘normalità’: vacanze all’estero, movida, feste… Ed è subito arrivata la ‘seconda ondata’, sotto cui stiamo ancora gemendo, ma bramando di tornare al più presto a vivere come prima. Ne vogliamo una terza? Tutti ripongono ormai la fiducia nel vaccino. «Il principale errore di chi punta esclusivamente su un’ancora aleatoria vaccinoprofilassi di massa – ci ammonisce un vero esperto, Ernesto Burgio – consiste nel dimenticare che le pandemie sono drammi socio-sanitari ed economico- finanziari che non potremo evitare senza ridurre le vere cause: deforestazioni, bioinvasioni, cambiamenti climatici e disastri sociali (a partire dalle immense baraccopoli del Sud del mondo.)».

Solo in Africa ben 200 milioni di persone vivono in spaventose baraccopoli! In poche parole o cambiamo questo sistema o periremo tutti. La natura andrà avanti! Ma il 10% del mondo (ci siamo anche noi) non vuole cambiare. È la stessa storia che troviamo nei racconti biblici. Nel racconto mitico della Genesi, Noè cercava di convincere il suo popolo a cambiare stile di vita. Ma nessuno (eccetto la sua famiglia) gli diede ascolto e arrivò il diluvio. Anche Gesù, che invitava il suo popolo a cambiare rotta, ritorna al racconto paradigmatico di Noè: «Come avvenne nei giorni di Noè , così sarà nei giorni del Figlio dell’uomo: mangiavano, bevevano, prendevano moglie e venne il diluvio » (Luca,17,27). E venne il diluvio di fuoco delle legioni romane che spazzò via Gerusalemme e disperse il popolo di Gesù. Ma anche il profeta dell’Apocalisse afferma che nonostante i molti ‘flagelli’ che si sono abbattuti sull’Impero romano (frutto della rapacità e voracità della Bestia) , «il resto dell’umanità che non fu uccisa da questi flagelli, non si convertì dalle opere delle sue mani » (Apocalisse,9,20). Anche noi, pure provati e potati da questa pandemia, non vogliamo cambiare strada, fare ‘inversione di marcia’.

E il tempo che abbiamo è breve. Gli scienziati ci danno dieci anni per uscire dal carbone e petrolio per imboccare la strada delle energie rinnovabili. Ma non basta: è altrettanto importante lo stile di vita del 10% del mondo che consuma velocemente il 90% dei beni. Se gli impoveriti vivessero come viviamo noi, avremmo bisogno di altri due-tre pianeti Terra in più. Altrettanto le armi che produciamo e le guerre che facciamo: pesano sull’ecosistema. Dobbiamo smantellare i nostri arsenali. Ma sia noi sia i nostri governi non vogliamo cambiare rotta e così finiremo nel baratro. È chiaro e duro l’ammonimento di papa Francesco nell’enciclica Fratelli tutti: «Passata la crisi sanitaria, la peggiore reazione sarebbe quella di cadere ancora di più in un febbrile consumismo e in nuove forme di autoprotezione egoistica. Che non sia l’ennesimo grave evento storico da cui non siamo stati capaci di imparare. Che non ci dimentichiamo degli anziani morti per mancanza di respiratori, in parte come effetto di sistemi sanitari smantellati anno dopo anno. Che un così grande dolore non sia inutile, che facciamo un salto verso un nuovo modo di ‘vivere’ ». Ecco la speranza che anima questa stagione di Avvento. È solo così che potremo celebrare degnamente il Natale di Gesù che è venuto ad insegnarci un’altra strada: «Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese»(Mt. 2,12)

Fonte: Avvenire

La prima meditazione del cardinale Cantalamessa: sorella morte è vita eterna

https://youtu.be/VfBIX7I8p54

La seconda meditazione del cardinale Cantalamessa: fede nella vita eterna

La terza meditazione di Cantalamessa: Natale e il “sacramento” della povertà